L’argomento sta stimolando considerazioni da parte di molti. Non tutte corrette. È il momento di fare chiarezza.

Tutto ha avuto inizio lo scorso marzo, quando il governo ha stabilito restrizioni alla circolazione, riducendo al minimo gli spostamenti, e la chiusura di attività, ridimensionando il lavoro di fabbriche e stabilimenti. Già dopo poche settimane, le conseguenze erano evidenti. Risultato? Inquinamento KO.

Ma è tutto merito del virus?

Molti studi sono in corso per comprendere la natura del calo delle emissioni di gas e di inquinamento. 

A rispondere in modo diretto e inequivocabile, sono le immagini dell’ESA, l’European Space Agency, scattate prima e post Covid-19 che evidenziano un’ingente riduzione di NO2, diossido di azoto, dovuto alla riduzione del traffico automobilistico. 

Dal 9 marzo i livelli di NO2 a Milano e in altre parti del nord Italia sono infatti diminuiti di circa il 40%. La riduzione riguarda anche il particolato, la cui concentrazione è però molto influenzata dalle condizioni atmosferiche. In generale, i dati provenienti dalle osservazioni satellitari mostrano un chiaro aumento dei livelli di qualità dell’aria in tutti i paesi in lockdown.

Ma se le persone sono in casa, sono accesi i riscaldamenti. Ciò che preoccupa di più infatti è l’utilizzo del pellet come combustibile, che incrementerebbe ugualmente l’alterazione atmosferica.

Quindi se da un lato è vero che l’inquinamento si è ridotto con lo stop delle città, è anche vero che continua a proseguire dall’interno delle nostre case.

relazione tra coronavirus ed inquinamento

E il legame tra gli ammalati che vivono in zone inquinate e il coronavirus. Esiste davvero?

Secondo lo studio redatto dallo Steering Committee del progetto CCM RIAS (Rete Italiana Ambiente e Salute) un’alta concentrazione di particolato (PM10, PM2.5) rende il sistema respiratorio più suscettibile all’infezione e alle complicanze della malattia da coronavirus. Più è alta e costante nel tempo (come per gli anziani) l’esposizione a PM più è alta la probabilità che il sistema respiratorio sia predisposto ad una malattia più grave.

Si tratta di ipotesi, di fattori plausibili che non hanno solide evidenze scientifiche a supporto.

Gli studi in materia proseguiranno per chiarire la situazione, intanto sarebbe opportuno proteggersi da malattie di qualsiasi tipologia iniziando ad adottare scelte sane e sostenibili. Fai il primo passo insieme a noi, scegli un’energia pulita. Scegli un servizio che fa bene a te e al mondo.